(da : "The Prophet" di Khalil Gibran - Knopf)
"Voi donate ben poco quando date ciò che possedete. È quando donate voi stessi, che donate veramente (...)
(...) Ci sono quelli che danno poco del molto che hanno e lo fanno per averne riconoscenza, e questo desiderio nascosto rende corrotto il loro dono.
E ci sono quelli che possiedono poco e lo donano tutto. Sono coloro che hanno fede nella vita e nella sua generosità, e il loro forziere non è mai vuoto.
Ci sono quelli che danno con gioia, e la gioia è la loro ricompensa.
E ci sono quelli che danno con pena, e la pena è il loro battesimo.
E ci sono quelli che danno senza provare né rimpianto, né gioia. Essi donano in modo simile al mirto, che laggiù nella valle sprigiona la sua fragranza nell'aria. (...)
(...) Tutto ciò che avete un giorno sarà ceduto; perciò date adesso, affinché la stagione del donare possa essere vostra e non dei vostri eredi.
Spesso dite: "Vorrei dare, ma solo ai meritevoli".
Gli alberi del vostro frutteto non esprimono questo, né il gregge del vostro pascolo. Essi donano per vivere, perché trattenere è perire. (...)
(...) E voi che ricevete - e tutti ricevete - non permettete che il peso della gratitudine, imponga un vincolo tra voi stessi e chi vi ha donato.
Poiché proccuparsi del proprio debito, è dubitare della sua generosità che ha per madre la fertile Terra, e per padre Dio.
(traduzione dall'inglese di Gaetano Carro 2005
www.paroledisaggezza.altervista.org)
